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La verità è dietro un concerto.

  • Immagine del redattore: Alessia Lombardi
    Alessia Lombardi
  • 2 ago 2021
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 5 ago 2021



Continuo a scrivere di musica, nonostante tutto.

Per qualche assurdo motivo continuo a crederci, che valga la pena; e sì, anche quando è quell’idea di quasi inutilità a prevalere, quella mia specie di leopardite acuta, puntualmente qualcosa arriva, a farmi cambiare idea.


In più di un anno di Covid ho recensito, spesso con fatica, fastidio, stanchezza – spostandomi irrequieta da una parte all’altra della casa, senza più voce – dei lavori di studio straordinariamente validi; ma la verità, signori, è bene che lo sappiate, è sempre dietro un concerto. La varietà espressiva di un esecutore, di un artista, proprio perché varietà, non può imprimersi dentro un unico flusso sonoro, ridursi ad una fonte di univoca ‘seriabilità’: è estemporanea, e arricchimento in divenire del discorso musicale del quale il supporto fisico resta sempre e soltanto un mero pretesto. Un album, un disco, non è un punto di arrivo, ma di partenza. E quando nasce il bisogno di toccarne, con occhi e con mano, di goderne, come si gode in pace il retrogusto di un vino, o una sigaretta, Sally Cangiano è la mia garanzia, uno dei motivi migliori per cui ancora mi dico sì, vale la pena. Vale la pena scrivere di musica. Vale la pena la musica.


Raggiungo Fondi, ieri sera – un piccolo bar del centro – di tutta sorpresa, a tratti scordando completamente di essere una laureanda con una tesi da consegnare: e Cangiano è lì, reduce dall’Eddie Lang Jazz Festival, con il suo Solo Project. Dopo un anno esatto, dall’ultimo live che ho visto; nella stessa città dove lo ascoltai per la prima volta.

Lo spettacolo inizia poco prima delle ventidue: Cangiano apre con una bellissima “Fragil” – è tanto bella quanto umbratile e dolorosa, o forse sono io che sto cambiando, e le cose mi paiono più vive; e prosegue, quasi un ideale fil rouge, con “Quanno chiove”, tra i classici irrinunciabili – vissuti consumati all’osso, come da chi divora per sopravvivere, con la bellezza, alla ferocia. Ma la consuetudine d’improvviso si spezza e una “Route 66”, l’ultima che ti aspetti, abbatte ogni certezza; irrompe e scardina, come “If you don’t know me by now”, magistralmente modulata alle loop machines, il mood personalissimo, tendenzialmente funk, di “Andrea”, e una “Passione” all’impronta, ma solo in apparenza, che trasforma la richiesta di un avventore in turbamento esatto, estatico e primordiale: è la performance perfetta, quella che ferma il caos; è carisma al di là di tutti gli schemi, erotismo sincero, naturale, pratico. La voce di Cangiano è in un calibro vertiginoso, sfuma, ‘annerisce’, di un nero che per istanti lo avvicina alla crudezza benefica di Ray Charles: è in forma; il resto di quello che accade si posa su di lui, ombroso e senza ombre, artigiano e incantatore, senza toccarlo; letteralmente esplode in soli/scat rabbrividenti – leggeri e letali, di violenza orgiastica, più elettrici del solito – scivola, da “Creep” a “Via con me”, per arrivare a “Vasame”. Ed è sempre lì che capisco tutto. Anche stavolta, dal mio tavolino sulla terza fila, con il vento che tarda ancora a sollevarsi. Cangiano è quel tipo di purezza, che non muore neanche calpestata, che se la osservi, dritta negli occhi, nei movimenti, nella forza, stimi più preziosa la tua, ogni vita. E vale la pena, ti ripeti, con l’euforia del primo concerto post-Covid, con l’incertezza di riuscire a scrivere anche solo qualche riga.

Forse è questo che cerchiamo, semplicemente; chi costruisca per noi il sentimento, le emozioni, con mani grandi e buone, e col sorriso ci precipiti in un silenzio indolore, in auscultazione di noi stessi più feriti e vulnerabili, mentre crediamo si tratti appena di intrattenimento. Ma se resta una grandezza dentro, andando via, è perché quella purezza la riconosciamo, sia pure nella distrazione – come la stella dei naviganti quando il mare sembra enorme, e fa paura.



Per ulteriori informazioni relative a Sally Cangiano si rimanda alla pagina Facebook https://www.facebook.com/SallyCangianoPage/

 
 
 

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