KURENAI. Creazione e Conservazione dell'essenza.
- Alessia Lombardi

- 26 apr 2019
- Tempo di lettura: 2 min

Se all'origine della vita poniamo la creazione, il senso è creare.
Nostro compito, nostro dovere è creare.
La creazione è infinita, un infinito ciclo; pertanto è eterna.
E fonte dell'immortalità.
Sun-Set è questo: la dimensione più intrinseca, fluida, sostanzialmente atomistica, dell'itinerario umano attraverso l'essenza; la percezione lucida della vita – della propria connaturata filosofia del divenire – dell'universo generativo, matematico, elementale; una parabola verbale intima e profetica, stagliata contro un vacuo, frenetico pánta rheî a baluardo di una virtù esiliata, priva di contemporaneità: quella di ingenerare (e preservare, oltremodo) un immortale spirito identitario. Emerge, in tal senso, una visione progettuale intrisa di mescolanze – miscellanee di influssi rap, funk wave, post-rock, sperimentazioni simboliste di sonorità ed immagini – magistralmente incarnata nel peculiare ibridismo di un concept breve, strutturato in un duplice trittico interno che oppone, con raffinato parallelismo dialogico, tre brani imperniati sui concetti di Aria (Zefiro), Terra (Was) ed Acqua (Tundra) alle corrispettive versioni strumentali, e si esplica quale primo tassello di una trilogia/pentalogia complessiva ad oggi non ancora ultimata (mancanti all'appello il Fuoco e l'Etere): qui, il lirismo ipnotico e sovversivo di Tommaso Rosato (aka Tommy Evok), permeato di livore mistico-profano, diviene materia plasmabile entro i fumosi arrangiamenti elettroacustici di Emanuele Filosa, finemente ornati dal ritmo morbido di Alessio Di Raimo, già batterista dei Johnny Freak (dettagli a questo link: https://alessialombardi996.wixsite.com/website/blog/guida-all-ascolto-dei-johnny-freak ), e dal sax penetrante, baudelairiano, del Maestro Stefano Corsi; si aggiunge il tocco cristallino, sensuale, a tratti schumanniano, di Luca Spisani al pianoforte (leader dei citati JF e produttore dell'album, edito nel marzo 2015), a serrare le fila della splendida open track (Zefiro) con un solo aereo e vibrante di padronanza pura, assorto nell'atmosfera preziosa, soavemente malinconica, di un notturno postmoderno.
Tra le opere più ambigue e seducenti dell'underground laziale (Formia la città nativa del duo), Sun-Set si impone – oltre per la maturità delle forme – per snodi riflessivi di imprescindibile attualità, sociale ed individuale; percorsi dall'inquietudine, venati dal sogno, tra condanna non certo asfittica e stoica accettazione del mondo in perenne mutamento.
Per ulteriori informazioni, si rimanda alla pagina Facebook dei Kurenai:




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