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Il mondo di Vi. Intervista a Sofia Pelle.

  • Immagine del redattore: Alessia Lombardi
    Alessia Lombardi
  • 31 lug 2019
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 2 ago 2019



Ho deciso di intervistare Sofia (Vi tra gli addetti ai lavori, classe 1993) perché, davvero, è una voce fuori dal coro. Fino ad oggi l'avevo appena intravista camminare per le strade arroccate di Esperia: minutissima – un viso greco accostato con audacia agli outfits più casual che più casual non si può. Ennesimo astro del Kaos Studio Recording, ha all'attivo tre singoli, Il mio rifugio più sicuro (2017), Amati (2018) e Sei solo musica (pubblicato lo scorso 23 luglio) – detonanti miscele hip hop di fraseggi atavici, viscerali, e preziosi arrangiamenti che occhieggiano senza remore al più ampio respiro dell'easy listening.



Come nasce il tuo progetto artistico? C'è stato un momento, nella tua vita, in cui hai scelto con coscienza di intraprendere questo percorso?


Assolutamente no. Tutto è cominciato con una prima "canzoncina", se non sbaglio, all'età di sette anni. Ricordo che mia zia aveva un pianoforte ed io, di tanto in tanto, andavo lì vicino a strimpellare. Fu proprio lei ad accorgersi di questa mia propensione, e ad incoraggiare mia madre affinché studiassi musica – cosa che ho fatto per circa sei anni. La scintilla, però, è scoccata mentre frequentavo le Scuole Superiori: avevo intorno ai quattordici, quindici anni, ed ho scoperto l'hip hop. Da lì ho iniziato a scrivere i miei primi testi, mi divertivo tantissimo a comporre rime... il resto è venuto da sé.

Ho sempre preso il tutto come un gioco. È nato così e continua ad essere così.


Vi Skin: da dove arriva questo pseudonimo?


Vi è una particolarità della terza declinazione latina: vis roboris, l'ablativo, che significa "con la forza". Perché con la forza di volontà ho sempre fatto ogni cosa.

Skin, invece, è semplicemente il mio cognome tradotto in inglese.


Illustraci brevemente la genesi di una tua canzone. Si tratta di un'operazione spontanea – frutto di un'ispirazione immediata, improvvisa – oppure di un processo lento, meticoloso? La parte musicale anticipa quella testuale, o viceversa?


Per quanto riguarda l'ultimo pezzo, ad esempio, è nato una sera – non era stata una bella serata, quella – in cui ho preso improvvisamente a suonare ed è venuta fuori una melodia dal nulla. Per mia fortuna, ho avuto la prontezza di registrarla sul cellulare! Dopodiché, ho scritto il testo in momenti differenti. Può accadere anche il contrario; ad ogni modo, il processo di creazione si articola quasi sempre lentamente.


In quale direzione si sta evolvendo la tua scrittura, negli ultimi anni?

L'impressione che ho avuto, ascoltando i tuoi singoli, è stata quella di un richiamo continuo alla diversità, ad una complessa, radicata ricerca di sé.

Ci racconti qualcosa di più?


Attraverso la scrittura esprimo me stessa.

Nei miei testi sono esattamente così come mi vedi. Trasparente.

Tutto ciò che leggi io sono. Tutto ciò che ascolti sono io.

Senza maschere, completamente a nudo.

Amo la diversità e non ricerco le apparenze; anzi, non le sopporto.


Ho imparato la cosa più difficile: rendere produttivo il mio malessere.

Il tuo canale Youtube, tra le altre cose, riporta questa frase. Mi colpisce particolarmente. Suoni il pianoforte, e da sempre reputo che tutti i pianisti abbiano una sorta di sensualità oscura – una sorta di malinconia connaturata: tu sei l'eccezione che conferma la regola...


In realtà no, sono malinconica...


Come riesci ad affidare il tuo dark side ad un genere perlopiù solare qual è l'hip hop?


Cerco spesso di realizzare un contrasto tra il testo e la melodia, affinché non sia troppo pesante, magari... cerco di cogliere gli aspetti un po' meno felici della vita e di renderli positivi; di trasformare i punti di debolezza in punti di forza. Il mondo ha bisogno di positività, ed è questo ciò che voglio esprimere. La musica mi ha dato tanto, è stata terapeutica: e allora perché non farlo anch'io, con le persone che ascoltano le mie canzoni? Voglio tendere la mia mano verso di loro.


Quali artisti gravitano nel tuo universo creativo?

Hai un pigmalione, un punto di riferimento fisso o perlomeno costante?


In particolare nessuno.

Sono moltissimi gli artisti che apprezzo e che mi ispirano: per citarne alcuni, Michael Jackson, Whitney Houston... e poi adoro la voce dei Nickelback, quell'uomo è davvero fantastico! Sostanzialmente ascolto di tutto, dal metal alla musica classica.


Conosci, anche in maniera sommaria, la scena underground emergente della quale fai parte? Ci sono personalità che apprezzi?


Ho ascoltato dei pezzi del mio amico Luca [Spisani], con i suoi Johnny Freak.

Che dire, fantastici. Parlano da sé.


Veniamo a Sei solo musica. Com'è stato lavorare a questo brano?

Quanto c'è di background – umano e professionale?


È stata un'esperienza meravigliosa. Ho avuto il piacere di lavorare nuovamente con Luca – con cui ho collaborato per il singolo precedente – e Luca è una persona fantastica: nonostante sia preparatissimo, professionale, è molto, molto umile. Una dote, un pregio che ammiro tantissimo in lui. Ed ho conosciuto Emanuele [Filosa], il ragazzo che ha arrangiato il pezzo: lo adoro, ha una sensibilità unica. Oltre ad essere felice per la realizzazione del brano, sono grata di aver incontrato persone straordinarie come loro.


Possiamo parlare di un'uscita discografica?


L'idea c'è. Ma procedo di volta in volta. Il futuro si costruisce vivendo il presente: è inutile star lì a programmare nei minimi dettagli, ci sarà sempre qualche contrattempo dietro l'angolo. È in programma... ma con calma.


Sei soddisfatta dei traguardi raggiunti finora?


Sì, certamente. Ma sono ancora all'inizio, ho ancora tanto da imparare.


Come immagini il tuo futuro – anche aldilà della carriera musicale?


Non ne ho idea, davvero. La vita è fatta di imprevisti: sta a noi saper afferrare il momento e scegliere. La svolta può esserci anche nel quotidiano – soprattutto nel quotidiano!

Avvengono delle piccole rivoluzioni ogni giorno, ed è importantissimo cogliere.



Il mio rifugio più sicuro: https://www.youtube.com/watch?v=LB56xAXrkhw



 
 
 

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